ROMA – Gli italiani litigano troppo e poi vanno anche dal giudice, ma da ora in poi per avere ragione su contratti di locazione, successioni ereditarie, contratti assicurativi o bancari, risarcimenti danni da responsabilità medica o da diffamazione a mezzo stampa, comodati, affitti di aziende, patti di famiglia e diritti reali, la strada del Tribunale è preclusa.
Il tasso di litigiosità, stimato in 4.786 cause ogni centomila abitanti, ci fa essere quarti in Europa dopo russi, belgi e lituani. Adesso però, prima di arrivare davanti a uno di quei giudici civili già oberati da 5,6 milioni di cause pendenti, è infatti obbligatorio rivolgersi al ”risolutore di conflitti”, nuova figura istituita dalle norme della media-conciliazione battezzate dal ministro della Giustizia Angelino Alfano tra le polemiche dei 200mila avvocati aderenti all’Oua in sciopero da mercoledì scorso fino al 22 marzo.
Grazie al ”problem solving” – non necessariamente di formazione giuridica, anche un ingegnere o un medico vanno bene purché abbiano partecipato a unna formazione specifica di 50 ore e facciano parte di uno dei 630 organismi riconosciuti dal ministero della Giustizia – Alfano conta di tagliare di 300 mila le controversie nei prossimi 12 mesi, e di altre 700 mila dal 2012, quando la mediazione civile diventerà obbligatoria anche per le liti di condominio e i danni da circolazione stradale. Risultato: nei tribunali i flussi di ingresso delle liti dovrebbero diminuire dagli attuali 5 milioni a circa 4,2.
Ecco in dettaglio come funziona per chi vuole intraprendere una controversia per affitti, diritti reali, divisione, patti di famiglia, locazione affitto di aziende, risarcimento del danno. Dovrà presentarsi a uno degli organismi accreditati dal ministero della Giustizia: Camere di commercio, gli ordini professionali tipo quello dei commercialisti ma anche quello degli avvocati (il Consiglio nazionale forense, infatti, ha già formato centinaia di nuovi mediatori). Scelto uno degli organismi accreditati dal ministero, si deposita un’istanza e si versano 40 euro più Iva e la cifra non verrà restituita. A questo punto viene nominato il mediatore: dal momento del deposito dell’istanza, infatti, il mediatore ha 15 giorni di tempo per far partire le consultazioni e poi quattro mesi per concludere il percorso.
