MILANO – Diventa sempre piu' potente l''occhio' del superacceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Dopo le eccellenti performance raggiunte nel 2010 e nel 2011, quest'anno l'energia dei suoi fasci sara' elevata da 3.500 a 4.000 miliardi di elettronvolt (Tev) e il suo funzionamento sara' migliorato in modo da ottenere la quantita' massima di dati possibile prima di una lunga pausa tecnica di circa 20 mesi necessaria per poter poi raggiungere l'energia massima per cui Lhc e' stato progettato, ossia 7 TeV per fascio.
''Quando abbiamo iniziato a rendere operativo Lhc nel 2010, abbiamo scelto il livello di energia piu' basso e sicuro per il tipo di fisica che volevamo studiare'', spiega il responsabile del Cern per gli acceleratori Steve Myers. ''Dopo due anni di esperienza operativa con il fascio e diverse misure aggiuntive fatte nel 2011 – aggiunge – abbiamo la confidenza necessaria per salire di un gradino e cosi' estendere il campo d'azione degli esperimenti prima che cominci la lunga pausa tecnica di Lhc''.
Il piano annunciato oggi dai ricercatori del Cern prevede che i fasci riprendano la loro corsa all'interno di Lhc dal mese prossimo fino a novembre. Poi ci sara' una lunga pausa tecnica di circa 20 mesi che permettera' a Lhc di riprendere la sua attivita' vicino al suo livello massimo di energia nel 2014 per poi diventare operativo agli inizi del 2015.
''Quando Lhc iniziera' il suo lungo periodo di stop alla fine di questo anno, sapremo se esiste una particella di Higgs o se avremo escluso l'esistenza di un Higgs del modello standard'', commenta il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. ''In entrambi i casi – aggiunge – si avra' un importante avanzamento nella nostra esplorazione della natura, perche' saremo piu' vicini a capire come le particelle fondamentali acquisiscono la loro massa e inizieremo un nuovo capitolo della fisica delle particelle''.
