Dura polemica in casa Le Monde, fra l’attuale responsabile della testata, Eric Fottorino, e l’ex direttore Jean-Marie Colombani, apertamente criticato per la sua gestione del giornale dal 1994 al 2007. Chiudendo la parentesi del riassetto della proprietà , Fottorino aveva proposto ieri una riflessione critica sulle scelte editoriali di Le Monde negli ultimi anni: ”Senza andare troppo lontano – ha scritto Fottorino – Le Monde degli anni 1980 fu duramente sanzionato dai lettori per il suo incondizionato sostegno al governo e alle idee dell’unione della sinistra. La forte simpatia di Le Monde per Edouard Balladur nel 1995 gli fu molto dannosa. Come i suoi scritti esageratamente favorevoli a Nicolas Sarkozy all’inizio degli anni 2000, prima di prendere posizione per Segolene Royal”.
L’autocritica di Fottorino si spingeva ancora più avanti: ”Un giornale che un tempo si diede come missione di far tremare la Borsa, che ha talvolta agitato il sospetto nei confronti dei poteri politico ed economico, non poteva che pagare un prezzo. Quante lezioni da dare! Quante personalità ingiustamente maltrattate, bastonate, o giudicate dalle nostre colonne! L’errore fu spesso di prendere i nostri eccessi per espressione di indipendenza, quando erano soltanto mancanza di significato. Il giornalismo, quello che i nostri lettori si aspettano, e’ fatto di perizia e apertura mentale, di analisi precise e di livello dello sguardo, di sfumature, di discernimento. La rivelazione deve essere vera, la critica fondata. Da quegli smarrimenti abbiamo tratto lezione. Una reputazione è difficile da costruire, rapida da distruggere. il nostro giornale deve essere giusto, non erigersi a giustiziere. Un giornalista non è né un magistrato né un ausiliario di polizia. Indagare, sì. Indagare a carico, accettare di essere lo strumento manipolato e manipolatore di interessi oscuri: mai”.
Dura la replica, oggi 4 novembre, di Colombani su Express: ”Trovo davvero triste che un direttore di Le Monde si abbassi ad utilizzare in questo modo i trucchi più consumati della piccola politica politicante e stravolgere il dibattito gettando la responsabilità ‘ sul suo predecessore. Eric Fottorino regna da tre anni e mezzo sul quotidiano. Tre anni e mezzo, è in generale sufficiente per tracciare un bilancio, come fa un presidente americano a metà mandato. Ora, questo ha un nome: fallimento! Perché, cosa ne sarebbe stato di Le Monde se non fosse stato ripreso dal trio Niel-Bergé-Pigasse (i tre imprenditori ora proprietari, ndr)? E’ il tribunale del commercio che se ne sarebbe occupato e la strategia – o l’assenza di strategia – di Eric Fottorino, sarebbe stata duramente sanzionata”. Colombani afferma di ”rivendicare l’orgoglio” della sua testata, rivendica ”di aver salvato il giornale da un fallimento editoriale ed economico annunciato, nel 1994”, il lancio di Le Monde.fr e ”la costituzione di un gruppo che ha permesso di arricchire e valorizzare Le Monde stesso. Gruppo senza il quale questo quotidiano sarebbe morto”.
