Anni fa David Bowie cantava ”Is there life on Mars?” (C’è Vita su Marte?) e per decenni la risposta è stata negativa. Lo è stata anche nel 1976 quando la missione Viking della Nasa, peraltro un grosso successo, fece atterrare due navicelle sul pianeta rosso che fecero tante cose ma non quella che gli scienziati attendendevano di più: non riuscirono a trovare molecole di carbonio che sono alla base della vita.
La completa mancanza di queste molecole organiche fu una sorpresa, e l’immagine di un pianeta rosso desolato e privo di vita rimase inalterata per anni. Ma ora un gruppo di scienziati dell’Ames Research Center della Nasa in California, dicono che le conclusioni di quel tempo furono premature e forse anche incorrette. In particolare affermano che molecole organiche, che non necessariamente provengono da organismi viventi, erano in effettti nel suolo marziano, ma che furono inavvertitamente distrutte prima che potessero essere individuate.
Se vera, questa tesi getta nuova luce sulle conclusioni scientifiche della missione Viking, in particola modo perchè un altro esperimento Viking avrebbe accertato la presenza di microbi vivi nel terreno. Questa possibilità è scartata dalla maggior parte degli scienziati, i quali si chiedono come potrebbe sussistere la vita in un sulo privo di molecole organiche.
”I risultati della missione Viking hanno influenzato le nostre teorie sulla vita su Marte per 35 anni”, dice Christopher McKay, uno scienziato planetario all’Ames Research Center e uno dei responsabili delle nuove scoperte che saranno pubblicate sul Journal of Geophysical Researc – Planets, ”Cosa hanno scoperto? Niente. Ma ora sembra che non fosse proprio niente.
Le navicelle Viking 1 e Viking 2 hanno raccolto suolo marziano e lo hanno riscaldato, cercando componenti organici nei gas generati. Ma senza fortuna. Poi, nel 2008 la navicella della Nasa Phoenix Mars inaspettatamente ha trovato un composto chimico, il perclorato, nel suolo artico del pianeta.
Nei nuovi esperimenti gli scienziati hanno scaldato un misto di perclorato con suolo del deserto Atacama, in Chile, generalmente considerato il più simile sulla Terra a Marte. Reazioni chimiche hanno distrutto composti organici nel suolo, producendo per lo più biossido di carbonio e tracce di chloromethane e dichlorometane, proprio come quelli trovati dalle due navicelle Viking.
Rafael Navarro-Gonzalez, dell’Università Autonoma di Città del Messico ed uno degli autori del nuovo studio, ha dichiarato che l’affermazione secondo cui la missione Viking ha trovato la vita su Marte è ancora inconcludente. ”Esiste una grossa possibilità – ha detto – anche se naturalmente ancora non lo sappiamo”.
