ROMA – L’hanno fermata per strada a Padova mentre tornava a casa con il suo hijab che le cingeva la testa. Lei si chiama Hind e ha 23 anni:  «una donna, che poteva avere circa cinquant’anni» l’ha aggredita. «Si è rivolta a me e mi ha gridato contro: “Schifosa, togliti quel coso… Che te ne fai con questo caldo?”», racconta.
«L’ho salutata, gentilmente, e ho cercato di parlarle: “Signora, vorrei informarla che il velo è una mia scelta”». L’altra donna le ha risposto: «”Fai schifo”, mi ha gridato… “Sei solo una stupida schiava ignorante”… “Quelli come te dovrebbero prenderli a bastonate” ». A quel punto la signora ha risposto: «Tremavo tutta, mi sentivo mancare, allora ho chiamato al telefono mio padre (Ahmed Talibi, responsabile della comunità islamica di via Anelli, ndr)».
«L’hijab è parte della mia identità . Il tentativo di strapparmelo per me è quasi paragonabile a una violenza fisica. A molti, che non conoscono il significato di questo velo, potrà sembrare una cosa non grave, ma per me lo è. Io sono quel che sono con il mio hijab».
