ROMA – Il papillomavirus umano (hpv), causa principale del tumore al collo dell’utero per le donne, colpisce anche gli uomini, tanto che oltre il 40% dei casi di cancro al pene e il 90% dei tumori all’ano sono correlati proprio alla presenza di tale virus.
Per questo, varie società scientifiche, riunite oggi a Roma, lanciano un messaggio alle istituzioni: è prioritario estendere la vaccinazione contro l’hpv (oggi gratuita per le bambine di 12 anni) pure ai maschi della stessa età.
Secondo le tre principali società scientifiche che si occupano di salute maschile (la Società di andrologia, quella di urologia e quella di andrologia e medicina della sessualità) è dunque fondamentale estendere la vaccinazione anche ai ragazzi dodicenni, raccomandare a livello regionale programmi di vaccinazione anti hpv a prezzo agevolato, come già avviene per le donne, ed attuare progetti di sensibilizzazione.
Questo virus infatti, ha spiegato l’urologo Vincenzo Gentile dell’Università La Sapienza di Roma, ”è causa di numerose patologie nel maschio, come il cancro al pene (correlato al virus nel 40% dei casi), il cancro dell’ano (correlato nel 94% dei casi), i cancri del tratto orofaringeo ed i condilomi genitali”.
Ed un recente studio pubblicato sulla rivista Lancet ha dimostrato come nel corso della vita il 50% degli uomini potrebbe contrarre un’infezione da hpv. Ancora: la presenza del virus nell’uomo, avvertono gli esperti, può influire sulla funzionalità dello sperma interferendo negativamente sullo sviluppo dell’embrione.
Inoltre, quando il virus è veicolato dagli spermatozoi, il tasso di aborti aumenta dal 15% al 66%. Quindi, conferma l’urologo Vincenzo Mirone dell’Università Federico II di Napoli, ”la vaccinazione è la misura di prevenzione più efficace anche per i maschi, e dati pubblicati sul New England Journal of medicine mostrano per il vaccino quadrivalente oggi disponibile un’efficacia del 90% nella prevenzione delle lesioni genitali nei machi dai 16 ai 26 anni”.
La vaccinazione anti-hpv è offerta dal 2007 gratuitamente alle bambine dodicenni: ma vaccinare anche i maschi, sottolineano gli specialisti, risulta fondamentale soprattutto in regimi di bassa copertura vaccinale nelle donne, dato che in Italia, a tre anni dall’avvio della campagna per le dodicenni, il tasso di copertura è ”solo” del 59% (sia pure con forti differenze regionali) a fronte di un obiettivo di copertura a 5 anni del 95%.
A livello europeo è attesa entro pochi mesi da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) l’estensione delle indicazioni del vaccino quadrivalente per la prevenzione dei condilomi genitali nei maschi fino a 26 anni.
L‘Hpv è un virus molto comune e diffuso tra i giovani, la cui trasmissione avviene per contatto sessuale: circa il 70% della popolazione sessualmente attiva entra in contatto con l’hpv almeno una volta nella vita. Ad oggi, vari paesi tra cui Stati Uniti e Australia hanno già approvato l’estensione delle indicazioni del vaccino quadrivalente negli uomini fino a 26 anni, mentre l’unico paese europeo ad aver avviato un programma di vaccinazione universale è l’Austria.
Insomma, concludono gli esperti, il messaggio al ministero della Salute è chiaro: è prioritario estendere questa vaccinazione anche ai ragazzi per attuare una campagna di prevenzione a 360 gradi, a fronte di un vaccino ”sicuro ed efficace, come dimostrano le oltre 72 milioni di dosi già somministrate nel mondo”.
