Un milioni di dollari? No grazie. E’ quanto potrebbe dire il genio russo della matematica Grigori “Grisha” Perelman all’Istituto di matematica Clay di Cambridge, negli Usa, che lo ha insignito del prestigioso riconoscimento per aver dimostrato la congettura di Poincarè. Il matematico non ha ancora dato una risposta definitiva, ma si è riservato la facoltà di “pensarci su”.
Niente di nuovo, visto che Grisha è conosciuto oltre che per la sua ostilità per la mondanità, vive infatti come un eremita, anche per i grandi rifiuti. Il più clamoroso risale all’agosto del 2006, quando a Madrid il genio rifiutò la Medaglia Fields, una specie di Nobel della matematica istituito nel 1936: “Se la soluzione è quella giusta, non c’è bisogno di alcun altro riconoscimento”.
La fondazione privata americana ha già organizzato una conferenza l’8 giugno a Parigi per celebrare la soluzione della congettura e assegnare il premio, il primo per i sette problemi matematici irrisolti del Millennio individuati dal Clay. Il presidente dell’istituto, James Carlson, ha contattato Perelman, il quale pur essendo “onorato”, potrebbe rinunciare al riconoscimento.
Il più grande merito di Perelman è la soluzione della congettura di Poincarè, sul perché in uno spazio tridimensionale una forma a ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera. Una svolta che apre nuove prospettive anche per lo studio dell’universo e della sua forma. Perelman pubblicò la sua ricerca su internet nel 2002, nel 2005 si dimise dall’istituto di Steklov di San Pietroburgo, dove era ricercatore, e l’anno successivo rifiutò la medaglia Fields, ritirandosi a vivere con l’anziana madre in un monolocale in periferia.
Sulla sua vita defilata si raccontano vari aneddoti: ad esempio, è diffusa la voce secondo cui, il 46enne, vestito da barbone, senza più amici né colleghi, si nutrirebbe solo di rape e cavolo nero.
