Per un errore nel calcolo del cumulo della pena è rimasto in carcere due mesi e 12 giorni in più di quello che doveva scontare. E’ successo ad un bolognese di 40 anni, Cristiano L., che solo ieri, 12 ottobre, dopo che aveva assunto la sua difesa un nuovo legale, l’avvocato Elena Bernardi, è tornato in libertà.
L’uomo è stato sottoposto ad un cumulo di pena (è stato condannato per vari reati contro il patrimonio, dalla rapina, al furto, alla ricettazione) di due anni e nove mesi nel febbraio 2010 e quindi è stato portato in carcere.
Il 30 luglio il giudice dell’esecuzione ha rideterminato la pena considerando la continuazione e si è arrivati a due anni e tre mesi, a cui andavano aggiunte altre condanne per un totale di 3 anni e 11 mesi. Con l’indulto che ha coperto parte della pena (tre anni) – secondo il calcolo che era stato fatto dall’ufficio esecuzioni della Procura – il periodo da scontare era di ancora 11 mesi, con fine pena al 19 marzo 2011.
Ma in questo calcolo, per una svista, non era stato tenuto presente il fatto che nel 1987 Cristiano L. aveva trascorso 11 mesi e 11 giorni in custodia cautelare. Undici mesi e undici giorni che andavano considerati nel conteggio e che avrebbero fatto uscire immediatamente a luglio l’uomo dopo la rideterminazione della pena e il conteggio della pena da scontare.
A fine settembre Cristiano L. ha nominato l’avvocato Bernardi spiegando che 11 mesi di custodia cautelare li aveva gia fatti nell’87 (per quella vicenda venne condannato ad un anno e otto mesi pena sospesa).
Il legale ha fatto le sue verifiche e una volta raccolta la documentazione ha avuto conferma che c’erano davvero mesi in più di detenzione per un errore. Così ieri ha fatto istanza alla Procura e subito, verificato l’errore, Cristiano L. è stato scarcerato.
