ROMA, 11 MAG – E' quando siamo assonnati che si sveglia la nostra creativita' e che l'intuito puo' decollare portandoci a momenti di illuminazione nella risoluzione di qualche compito o sfida cui siamo chiamati. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Thinking & Reasoning e riportato dal magazine Scientific American. Diretto dalla psicologa Mareike Wieth dell'Albion College, in Michigan, il lavoro svela che per sfoderare il meglio del nostro intuito non serve essere freschi e riposati, in realta' e' piu' utile essere stanchi e poco concentrati.
L'esperta ha coinvolto due gruppi di persone precedentemente suddivisi per tipo di comportamento rispetto ai ritmi sonno/veglia: da una parte coloro (le 'allodole') che si svegliano presto e vanno a dormire con le galline, dall'altra gli amanti delle ore piccole, che si svegliano e vanno a dormire tardi. L'esperta ha dato due tipologie di problemi ai soggetti in entrambi i gruppi, problemi analitici che richiedono ragionamento e problemi invece meno razionali, che si risolvono non con il calcolo ma solo con l'intuito, quando arriva l'illuminazione.
Ebbene e' emerso che per risolvere questi ultimi la lampadina si accende quando siamo piu' stanchi, quindi la sera per le 'allodole' (la sera per loro e' il momento meno produttivo della giornata perche' vinti dalla sonnolenza) e la mattina presto per gli 'uccelli notturni'.
L'intuito e la creativita', quindi, si liberano quando siamo stanchi; secondo la psicologa, cio' e' spiegabile col fatto che, in preda alla stanchezza, la mente e' piu' libera dalle costrizioni del ragionamento. Si ragiona di meno e ci si lascia trasportare piu' facilmente da elementi distraenti apparentemente inutili e fuori tema ma che finiscono per alimentare l'intuito permettendoci, talora, di trovare la soluzione giusta.
