MILANO, 05 OTT – E' stata creata un'interfaccia cervello-macchina che permette non solo di muovere oggetti virtuali col pensiero, ma anche di percepirne forma e consistenza grazie a segnali tattili fittizi inviati direttamente dal computer al cervello.
La tecnologia, descritta su Nature, e' stata testata su due scimmie, ma nel futuro potrebbe essere usata per permettere alle persone paralizzate di recuperare il tatto oltre al movimento.
L'interfaccia cervello-macchina messa a punto dal centro di neuroingegneria della Duke University e' la prima ''che stabilisce un collegamento diretto e bidirezionale tra il cervello e un corpo virtuale'', come spiega uno dei suoi creatori, il neurobiologo Miguel Nicolelis.
''In questa interfaccia – aggiunge – il corpo virtuale e' controllato dall'attivita' cerebrale, mentre la mano virtuale rimanda indietro dei segnali tattili attraverso delle microstimolazioni che arrivano in una particolare area della corteccia cerebrale''.
Le due scimmie addestrate per testare questa tecnologia hanno compreso il suo funzionamento dopo pochi tentativi. Senza muovere alcuna parte del loro corpo 'reale', sono riuscite a usare solo il pensiero per comandare la mano del loro avatar: con questa hanno potuto 'toccare' tre oggetti virtuali uguali per forma, riuscendo anche a distinguerli in base alla loro diversa consistenza.
''Questa interazione e' indipendente dal corpo reale dell'animale, che non muove le mani e non usa la sua vera pelle'', continua Nicolelis. ''E' come creare un nuovo canale sensoriale attraverso cui il cervello puo' recuperare informazioni che non arrivano piu' dai nervi periferici del corpo vero''.
Per questo i ricercatori pensano che ''nel prossimo futuro i pazienti tetraplegici potranno beneficiare di questa tecnologia non solo per muovere gli arti – conclude l'esperto – ma anche per 'sentire' gli oggetti che hanno tra le mani, o percepire le variazioni del suolo su cui si muovono con l'ausilio di un esoscheletro robotico''.
