Primaè riuscito ad aver l’autorizzazione, li ha piazzati, li ha fatti riempire di vestiti e ora deve portarli via. La beffa è quella dei cassonetti gialli spuntati nella zona nord di Roma da un po’ di tempo, da ponte Milvio a Prima Porta: sono opera di monsignor Lucas Rocco Massimo Giacalone, 60 anni, sedicente «vescovo vicario della Chiesa ortodossa bielorussa e slava di rito bizantino» che su Internet si descrive così: «Mi definirei un umile curato di campagna: Francesco d’Assisi è per me la guida spirituale verso il Signore».
Comincia tutto ad agosto e il XX Municipio (determina dirigenziale n. 1053) rilascia l’autorizzazione per 17 cassonetti. Siamo ad agosto, ma cinque mesi dopo scoppia il caso a causa di un incidente in cui viene travolto uno dei bidoni gialli della carità. In chiesa non lo conosce nessuno, in cinque mesi i cassonetti sono diventati una sessantina e sono abusivi.
Chi li ha autorizzati. Il presidente Giacomini ha detto: «L’autorizzazione? Non l’ho rilasciata io, ma gli organi amministrativi preposti». Alla fine però la disposizione è stata: «rimozione dei contenitori non autorizzati».
