A Roma, in via Torino, si sono incontrati Massimo, un senza tetto pugliese, di 36 anni, e Alberto, un legale: da questo incontro è nato un libro. Una storia di amicizia e solidarietà , iniziata l’anno scorso con due chiacchiere scambiate in mezzo alla strada e che ha trovato il suo lieto fine a settembre, in una casa editrice dove un clochard è stato incoronato poeta.
”Ho conosciuto Massimo per caso – racconta l’avvocato Alberto Avitabile -. Ogni pomeriggio veniva a sedersi per terra vicino al mio studio per chiedere l’elemosina. Un giorno mi sono fermato a parlarci e lui mi ha confidato la sua passione per la poesia, mi ha fatto leggere le sue opere, molto belle, ed io ho deciso di aiutarlo a pubblicarle”.
”Questa persona mi ha teso la mano – gli fa eco Massimo -. Grazie a lui e a tutta via Torino, che mi ha adottato, sono riuscito a realizzare un sogno”. La raccolta, dal titolo ‘Non avrai altro mondo all’infuori di Te’, in realtà non ha avuto un solo mecenate. Molti abitanti della via hanno contribuito a sponsorizzare Massimo Pupillo, il poeta clochard.
”Qualunque elemosina sarebbe stata inutile – spiega Alberto -, questo ragazzo aveva un talento e un sogno e noi abbiamo contribuito a realizzarlo, con una sorta di mecenatismo collettivo. Io, personalmente, dopo aver contattato diverse case editrici, ho mediato un’intesa contrattuale con l’Albatros, per pubblicare le poesie quasi a costo zero. Poi abbiamo fatto una colletta nello studio e nella strada e l’operazione è andata in porto”.
”Trovare persone disposte a spendere qualche euro per le poesie di Massimo è stato semplice – prosegue Antonella, una consulente dello studio legale -, è un ragazzo cosi’ educato e gentile che non ci si poteva tirare indietro. E poi, dopo tanto tempo trascorso nel quartiere, è diventato uno di noi…”.
La pubblicazione è uscita a settembre. Massimo ha sottoscritto il contratto sul marciapiede di via Torino e, all’atto della firma, era emozionato come un bambino. Oggi, orgoglioso, tiene tra le mani il suo libro e legge i versi scritti in diciotto anni di vita per strada. Versi che parlano di viaggi e di sofferenze, d’amore e di morte, di paura e di speranza. ”Scrivo di notte guardando quello che mi circonda – dice il giovane clochard -. Cos’è il mio presente? Non lo so dire. Cosa sarà del mio futuro? Non lo so dire. Cosa e’ stato il mio passato? Non lo so dire. Io scrivo e basta…”.
Oggi Massimo è diventato famoso nel quartiere, lo chiamano il ‘poeta’ ma non ha cambiato vita. Barba lunga e impermeabile nero, a pomeriggi alterni, vive sempre in via Torino, che ormai considera ”la sua casa. Qui mi hanno aiutato – continua – e qui resto. Sono un po’ stanco della vita per strada ma forse è questa la mia sorte”.
