La Posta non è più la posta: sabato niente corrispondenza, giornali inclusi. Nemmeno nei periodi più duri la cassetta delle lettera era forzatamente vuota nel fine settimana, ma da fine maggio dell’anno prossimo sarà così.
I postini di fatto lasceranno le due ruote per essere spostati a lavori d’ufficio: in 3.300 saranno spostati al cosiddetto “mercato privati”, come il Bancoposta o le assicurazioni.
Se da un lato Le Poste Italiane stringono la cinghia, dall’altro l’allargano: “Vengono potenziate funzioni aziendali più ricche, dal Bancoposta alle assicurazioni”, scrive Il Fatto quotidiano.
Per fare il loro mestiere le Poste ricevono la mano statale “533 milioni nel 2007, 670 l’anno successivo, 739 nel 2009” e l’accordo prevede una certa puntualità di consegna, rispetto delle condizioni sottoscritte dal cittadino.
Cosa succederà con il “riposo” del sabato alle lettere con il bollino blu di “prioritarie”? Sembra che i sindacati non se ne siano curati al meglio, ma dal loro punto di vista, meno da quello dei cittadini che vogliono la corrispondenza in tempo. Infatti l’iniziativa è il risultato di un accordo sottoscritto dalle Poste con tutti i sindacati: Cgil, Ugl, Cisal, Confsal.
“Anche i sindacati e i lavoratori delle Poste ritengono di trarre benefici dall’accordo. Prima di tutto riescono a limitare i tagli annunciati dall’amministratore Sarmi, 6.500 persone circa che avrebbero dovuto lasciare l’azienda. Con l’intesa se ne andranno solo 3 mila e in modo incentivato e morbido; per gli altri 3mila e passa che restano e sono spostati da un servizio all’altro, si profila addirittura un piccolo affare perché ci guadagnano in carriera e in stipendio in quanto vengono promossi dal livello D (portalettere) al livello C (sportellisti)”, scrive il quotidiano.
Insomma se a Londra i postini con la bici non servono più, schiacciati dagli acquisti on line e non solo, in Italia vengono dirottati altrove perché la corrispondenza non fa soldi, almeno non quelli sperati.
“Gli invii sono stati 5.833 milioni, circa 700 milioni in meno rispetto all’anno precedente, con una diminuzione percentuale di circa il 10 per cento; solo la contrazione della posta prioritaria è stata di quasi 400 milioni di pezzi”, dice ancora il quotidiano. Per contro i servizi finanziari vanno sempre meglio: “Nel 2009 gli introiti del Bancoposta, per esempio, sono saliti da 1miliardo e 800 milioni di euro a 2 miliardi, con una progressione percentuale del 7,6”.
