ROMA, 3 GIU – Con l'ultima missione dello shuttle Endeavour e' tornato a Terra anche un esperimento italiano che guarda allo spazio come un futuro luogo di cura. L'esperimento si chiama GlioSat ed ha portato sulla Stazione Spaziale Internazionale cellule di uno dei piu' aggressivi tumori del cervello, il glioblastoma.
L'obiettivo e' verificare alcune osservazioni, secondo le quali in assenza di gravita' il tasso di crescita di queste cellule tumorali si riduce, spiega una delle responsabili del progetto, Chantal Cappelletti, dell'universita' di Roma La Sapienza. Il progetto e' nato dalla collaborazione fra l'universita' romana, l'Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e l'Universita' del Kentucky.
Le cellule che sono andate nello spazio adesso stanno viaggiando verso l'Italia, dirette a San Giovanni Rotondo. Le informazioni che i ricercatori potranno trarre dalla loro analisi aiuteranno a pianificare le altre tre tappe del progetto. Nel 2012 le cellule tumorali voleranno infatti altre tre volte nello spazio: a bordo di una missione coordinata dal Centro spaziale dell'Universita' del Kentucky, sul satellite UniSat messo a punto dall'universita' La Sapienza, mentre un terzo volo potra' avvenire su una Soyuz o su una navetta automatica europea Atv.
E' un esperimento che guarda al futuro: secondo i ricercatori con lo sviluppo del turismo spaziale non e' improbabile che ci sia anche la possibilita' di fare dello spazio un luogo di cura per alcune forme di tumore.
