Ha mandato via i carabinieri che lo avevano raggiunto per un controllo minacciando di chiamare giornali e televisioni per denunciarsi “perseguitato”: Renato Vallanzasca, protagonista di rapine, omicidi, sequestri negli anni Settanta e per questo condannato a quattro ergastoli, era in un albergo di Mondragone, nel casertano, insieme alla moglie Antonella D’Agostino, quando ha insultato le forze dell’ordine. Ed ora è stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, e rischia la revoca dei benefici di pena che gli permettono di uscire dal carcere.
La versione dei carabinieri è contenuta in una lettera inviata da Michele Di Sciacca, segretario del Sindacato della polizia penitenziaria (Sinappe) al ministero di Giustizia, e ripresa dal Corriere di Caserta.
I militari erano stati informati della presenza di Vallanzasca in città, e lo avrebbero raggiunto per un controllo di routine. L’ex capo della banda della Comasina non ha gradito, e alle domande dei carabinieri avrebbe risposto con parole oltraggiose, secondo quanto denunciano gli stessi carabinieri, dicendo di “non essere un detenuto da quattro soldi, pretendendo altresì di non essere controllato assiduamente dalle forze di polizia, in particolar modo in certi orari che potessero arrecargli disturbo”, e minacciando, in caso contrario, di “rivolgersi ai mass media per denunciare quella che, a suo giudizio, sarebbe una forma di persecuzione”.
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