ROMA – Superare la velocità della luce? Gli scienziati del Nist pensano di averlo fatto. Il precedente dei colleghi sui neutrini dell’esperimento Opera non sembra spaventarli. La ricerca, pubblicata sul Physical Review Letters, sembra aver sfruttato un “cavillo” scientifico nella Teoria della Relatività di Albert Einstein, nemmeno fosse un perfetto Perry Mason della scienza. La “salvezza” dell’audace ricerca sta nel fatto che a superare la velocità della luce non è la materia, ma un’informazione o meglio un impulso.
I ricercatori del Nist, Us National Institute of Standards and Technology, hanno propagato un impulso, che viene diffuso in un secondo impulso. Se il secondo impulso si propaga ad una velocità vicina a quella della luce, in teoria, il primo impulso dovrebbe viaggiare ad una velocità uguale o maggiore al limite imposto dalla relatività di Einstein.
Questo il “cavillo” dei ricercatori, che hanno utilizzato una “four-wave mixing”, cioè un segnale combinato da differenti frequenze che produce un nuovo segnale che contiene 4 sequenze separate. Per farlo hanno usato un segnale di 200 nanosecondi, un miliardesimo di secondo, emesso da un laser che è stato puntato su una cella riscaldata contenente vapori di rubidio. Poi hanno inviato un secondo fascio di frequenza differente, ed i due fasci hanno interagito creando un impulso che sembrava propagarsi ad una velocità superiore a quella della luce.
Per gridare alla vittoria sulla relatività è però ancora troppo presto. L’impulso ha una vita talmente breve da non aver tempo di propagarsi. Inizia e si ferma. A muoversi a velocità ultrarelativistiche sarebbe dunque un piccolo pezzo di informazione, non certo una particella. Insomma a propagarsi è semplicemente un impulso, e non un informazione in codice binario, ma un messaggio di qualunque tipo su cui i ricercatori non hanno il controllo.
Un “eureka” da risparmiare insomma. Qualcosa si è mosso alla velocità della luce. La ricerca è pubblicata su un’importante rivista scientifica, ma parlare di rivoluzione nel mondo della fisica sembra essere fuori luogo. Einstein e la sua teoria possono riposare tranquilli. Di nuovo.
