Voleva salire su un vaporetto a Venezia assieme agli amici per fare ritorno a casa, ma una giovane disabile, in carrozzina da otto anni per un incidente, si è vista negare la possibilità di salire. Il motoscafista si è rifiutato di farla salire. Perché? Questa la sua spiegazione, secondo quanto riporta il “Corriere del Veneto”: “Io queste persone non le faccio salire, non se ne parla — ha detto il motoscafista – ho mal di schiena, non posso fare sforzi per sollevarla e non ho la pedana”. La vicenda è stata raccontata in prima persona dalla giovane in carrozzina, Alessia Spalloni e ha già sollevato forti critiche da parte del responsabile della categoria dei tassisti, Silvio Dal Zennaro, e dell’assessore comunale alla mobilità Ugo Bergamo. “Si è rifiutato di farmi salire perché sono disabile – racconta lei – le sue erano tutte scuse sciocche, anche senza pedana mi avrebbero portata in braccio i miei amici. Sono disabile da 8 anni, dopo un incidente, so bene quali sono i miei diritti. E poi che fatica avrebbe fatto? È discriminazione. Sembra di tornare all’apartheid”.
Il fatto è avvenuto alle 3.35 di giovedì quando, dopo una cena, accortasi che non c’era un vaporetto a breve, la giovane per fare ritorno a casa ha pensato di salire a bordo di un motoscafo già preso poco prima dagli amici. Il taxista però ha detto no e a nulla sono valse le insistenze degli amici della ragazza e poi l’intervento di una pattuglia della polizia. Gli agenti non hanno potuto che raccogliere la motivazione del diniego legata al fatto che ci sono taxi specifici che vanno prenotati.
Dal Zennaro, dopo aver chiesto scusa a nome di tutti i tassisti ”per il comportamento offensivo del mio collega”, ha detto che ”probabilmente ci sarà una lettera di richiamo”. Aggiunge Ugo Bergamo, assessore alla Mobilità del Comune di Venezia: “E’ un episodio increscioso, che finirà sicuramente in commissione disciplinare, perché lede il senso di civiltà di questa città ”.
