
Claudio Ranieri a molti non piace. Per i derby, però, è l’uomo giusto al posto giusto.
Un profeta in patria: romano di Testaccio.
Il papà aveva un banco al mercato; per questo motivo e per la struttura fisica esile venne soprannominato “Er fettina”.
Dopo tanto girovagare nel 2009 finalmente ha avuto la possibilità sognata per tutta una vita: allenare la squadra del cuore che seguiva in Curva Sud da ragazzo.
Il 6 dicembre 2009 vince per 1-0 il suo primo derby di Roma da allenatore. La partita è molto tesa ed è caratterizzata anche da una sospensione, per lancio di fumogeni, di ben 25 minuti.
La stracittadina viene decisa da un “padano”. Marco Cassetti azzecca il tiro della domenica e la squadra di Ballardini va ko.
Il 18 aprile 2010 vince il secondo derby, battendo la Lazio per 2-1 correggendo in corsa l’impostazione tattica escludendo dalla gara due giocatori-simbolo come Totti e De Rossi.
La mossa, spregiudicata ma vincente, gli vale l’apprezzamento di gran parte della stampa sportiva e dei suoi colleghi allenatori.
Insomma la squadra non esprimerà un gioco spumeggiante ma è concreta e Ranieri è un timoniere che sa tenere il polso dello spogliatoio.
I derby sono questione di episodi, di calci di rigore: Vucinic realizza, Floccari sbaglia. Due facce della stessa medaglia: la stracittadina capitolina.
7 novembre 2010: nuovo campionato, nuova classifica – questa volta è la Lazio ad essere avanti- , vecchia storia.
I giallorossi superano i “cugini” tra mille polemiche con due calci di rigore: il primo di Marco Borriello, il secondo di Mirko Vucinic. I laziali protestano per un mancato rigore: presunta cintura di Mexes a Dias.
La conferenza stampa post-partita inserisce di diritto Ranieri nel cuore dei tifosi: “Se parlate di rigori fate il gioco nostro: ci fate godere come ricci”.
Siamo arrivati al 2011, storia di ieri. Roma e Lazio non si incontravano in un derby di Coppa Italia, formato gara secca, dal lontano 1962. In quell’occasione si imposero i giallorossi ai calci di rigore.
Prima Borriello, secondo gol su rigore nella storia del derby capitolino, poi Hernanes, sempre su rigore, ed infine l’uomo che non ti aspetti: Simplicio strappa il pallone a Radu e manda in paradiso i giallorossi.
Claudio “Martello” Ranieri vince ancora. Il prossimo obiettivo: “La manita” o se preferite “Cinquina”; impresa mai riuscita a nessun allenatore della Roma.
