ROMA – Adesso tutti (o quasi) spingono perché entri in campo anche la Nato, l’Alleanza atlantica “è disponibile a venire in sostegno” dell’intervento della coalizione internazionale in Libia ed è pronta a farlo ”entro pochi giorni”, secondo quanto ha annunciato il ministro degli esteri francese, Alain Juppé. Alla Nato però c’è stata una nuova fumata nera e nessun accordo per ora, così Parigi si è ridimensionata e ha detto che per ora non ha nessun ruolo.
Intanto gli Stati Uniti sono pronti a defilarsi, ridurranno presto la loro partecipazione alle operazioni in Libia, secondo quanto ha detto il segretario alla Difesa americano Robert Gates a Mosca dove è in visita. ”Sebbene abbiamo svolto un rilevante ruolo nei primi due o tre giorni mi aspetto che recederemo molto presto ad un ruolo di sostegno, mentre altre nazioni assumeranno una significativa porzione dell’onere di imporre la no-fly zone”. ”E il presidente”, ha ricordato il segretario alla Difesa riferendosi a Barack Obama, ”ha messo ben in chiaro che gli Stati Uniti non avranno alcuna forza in Libia, sul suolo libico”.
”La Nato verrà coinvolta nel coordinamento” delle future operazione in Libia, ma al momento opportuno ”lascerò al capo di Stato maggiore delle Forze Armate Mike Mullen decidere” quali saranno per noi i dettagli, ha poi aggiunto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Santiago del Cile. In una conferenza stampa al Palacio de la Moneda, Obama, in una conferenza stampa insieme con il presidente cileno Sebastian Pinera, ha confermato, come anticipato nelle scorse ore dai suoi stretti collaboratori, che si passerà alla seconda fase molto rapidamente.
”Voglio sottolineare il fatto che sarà una questione di giorni, non di settimane”. Per le operazioni in Libia, ”cercheremo una rapida, ma responsabile transizione delle operazioni alla coalizione o ad organizzazioni internazionali che siano in misura di proseguire le attività come potrebbe essere necessario” per rispondere alla risoluzione Onu 1973, ha scritto ancora Obama al Congresso. Nella lettera Obama ha tracciata la cronologia delle operazioni iniziate il 19 marzo. Il presidente ha spiegato tra l’altro perché ha deciso di fare intervenire le forze militari americane, dopo il voto delle Nazioni Unite, visto che Gheddafi continuava ad attaccare gli insorti, creando le condizioni per una strage.
