ABBOTTABAD – Osama Bin Laden, l’uomo più ricercato dal mondo, l’oggetto del desiderio della Cia e di decine di servizi segreti occidentali, viveva circondato dal lusso, dall’affetto di moglie e figli, dal supporto dei fedeli, in una comoda villetta ad Abbottabad. Ormai Bin Laden è morto, ucciso da due colpi di pistola, sparati in un raid notturno da dei soldati americani – vendetta inesorabile della superpotenza mondiale – e quel volto a tutti conosciuto, barba grigia e incolta, il viso fino, gli occhi placidi, è solo un ricordo.
Nella storia contemporanea pochi uomini hanno saputo incarnare la nostra idea di Male come ha saputo farlo (o come glielo abbiamo fatto fare) lo “sceicco del terrore”. Sembrava quasi un personaggio delle fiabe, come l’orco od il baubau. A caratterizzarlo erano un potere assoluto ed efferato – quello del martirio esplosivo – ed il dono spettrale dell’invisibilità. In realtà viveva in una delle città più conosciute del Pakistan, famosa per il turismo, per lo standard di vita relativamente elevato e, dettaglio non da poco, per la massiccia presenza di militari.
Nella notte del 1 maggio è stata messa la parola fine su una caccia all’uomo durata anni, costata milioni di dollari, e soprattutto costata molte vite umane, troppe delle quali vittime innocenti. Quel raid nella casa a tre piani di Bin Laden è dunque uno dei momenti più importanti della nostra storia recente. Il settimanale tedesco Der Spiegel ne rivela alcuni interessanti dettagli.
La casa dove ha vissuto Bin Laden per almeno gli ultimi tre anni è estremamente confortevole, lussuosa addirittura, dal valore di un milione di dollari, costruita nel 2005. Mentre tutti credevano che lo sceicco si nascondesse in una caverna o in una capanna di fango nelle cosiddette zone tribali tra Afghanistan e Pakistan, questi viveva comodamente a qualche decina di kilometri dalla capitale Islamabad, e a poche centinaia di metri da una base militare pakistana. Nessun tipo di connessione legava Bin Laden col mondo esterno: né telefono, né internet. Gli abitanti della casa preferivano bruciare la spazzatura all’interno della struttura, piuttosto che gettarla fuori.
I militari che sono entrati in azione, dopo un’intensa e precisa pianificazione, hanno sfondato un muro della casa con un’esplosione. Ad aver partecipato allo storico successo militare è una piccola unità di forze speciali della marina atterrate con due elicotteri. Secondo il canale televisivo CNN, le truppe erano state ripetutamente addestrate alla missione, con la finalità di evitare eventuali vittime civili, a causa della vicinanza della casa ad altri edifici. L’operazione è durata quasi quaranta minuti. Ai trenta minuti previsti in partenza, si sono aggiunte alcune manciate di secondi, impiegate dalle forze speciali ad individuare e recuperare l’archivio Bin Laden, un insieme di hard – disk, cd e documenti.
La morte di Bin Laden non mette fine alla guerra al terrorismo ma certamente segna la fine di un’epoca e marca un nuovo capitolo nella storia del radicalismo islamico. La scomparsa dello sceicco, seppellito in mare per impedire la nascita di un culto terrorista, sembra la degna fine per questo personaggio, per anni sfuggente alla più grande potenza militare del mondo.
